Sempre
dalla parte
dello studente

Tra le più grandi e longeve associazioni studentesche italiane

Da circa trent’anni, svolgiamo attività di sindacalismo studentesco nelle principali università d’Italia ed eleggiamo i nostri rappresentanti negli organi di rappresentanza studentesca universitari ed extrauniversitari. Partecipiamo ed eleggiamo con le nostre liste rappresentanti all’interno del CNSU, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. 

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Davide Giri, un ragazzo come noi

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C’è un problema enorme quando la violenza viene condannata solo a targhe alterne.
Quando a subire aggressioni, minacce o intimidazioni è qualcuno che non appartiene alla propria parte politica, improvvisamente molti abbassano la voce. Quelli sempre pronti a parlare di democrazia, rispetto e inclusione diventano prudenti, evasivi, silenziosi.
Ma il silenzio, in certi casi, non è prudenza. È una scelta.
Perché nelle scuole e nelle università non può esserci spazio per chi pensa di sostituire il confronto con la sopraffazione. Non può esserci spazio per chi trasforma l’avversario in un bersaglio. Non può esserci spazio per chi giustifica tutto con la parola “contestazione”.
La rappresentanza studentesca dovrebbe essere il luogo delle idee, non dell’intimidazione.
Noi non abbiamo dubbi: ogni forma di violenza va condannata, sempre. Anche quando è scomodo. Anche quando riguarda i propri ambienti. Anche quando costringe qualcuno a guardare dentro casa propria.
Finché questa condanna non arriverà da tutti, il problema resterà lo stesso: l’odio continuerà a essere normalizzato.
Approvata in CNSU la mozione per rafforzare la sicurezza negli atenei e tutelare la comunità universitaria.
Un’università libera non può tollerare violenza, intimidazioni o limitazioni della libertà di espressione.
Per questo abbiamo chiesto strumenti più chiari, linee guida nazionali, codici etici aggiornati e misure proporzionate per prevenire e contrastare episodi di violenza negli spazi universitari.
La sicurezza non è un limite al confronto: è ciò che permette a ogni studente di partecipare senza paura.
Più sicurezza negli atenei significa più libertà per tutti.
Il 23 maggio 1992, a Capaci, la mafia colpì lo Stato uccidendo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Il loro sacrificio resta un monito per l’Italia e un dovere di responsabilità per le nuove generazioni.

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