Sempre
dalla parte
dello studente

Tra le più grandi e longeve associazioni studentesche italiane

Da circa trent’anni, svolgiamo attività di sindacalismo studentesco nelle principali università d’Italia ed eleggiamo i nostri rappresentanti negli organi di rappresentanza studentesca universitari ed extrauniversitari. Partecipiamo ed eleggiamo con le nostre liste rappresentanti all’interno del CNSU, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. 

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Davide Giri, un ragazzo come noi

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Il 7 luglio 1972 Carlo Falvella veniva ucciso a Salerno. Era uno studente universitario, un giovane militante, un ragazzo che aveva scelto di vivere con coerenza il proprio impegno e la propria appartenenza.
A distanza di 54 anni, il suo nome non appartiene soltanto al passato. Continua a parlare alle nuove generazioni, a chi oggi si affaccia all’università, alla politica, alla vita pubblica, portando con sé domande che restano attuali: quanto vale un’idea? Quanto conta restare fedeli a ciò in cui si crede? Che significato ha custodire una memoria quando il tempo prova ad allontanarla?
Ricordare Carlo Falvella significa non lasciare che la sua storia venga ridotta a una data o a un nome su una lapide. Significa riconoscere il valore di una giovane vita spezzata troppo presto e assumersi il dovere di tramandarne il ricordo con rispetto, consapevolezza e responsabilità.
Perché ci sono storie che non si chiudono nel giorno in cui finiscono. Continuano a vivere in chi le raccoglie, in chi le racconta, in chi sceglie di non dimenticare.
Carlo vive.
La casa è anche diritto allo studio.
Senza alloggi accessibili, scegliere dove studiare diventa impossibile per migliaia di giovani.
Il Piano Casa approvato al Senato prevede 970 milioni per recuperare alloggi pubblici e sociali, canoni calmierati e 8,5 milioni per il fondo affitti degli studenti universitari fuori sede.
Non risolve tutto da solo, ma segna una direzione concreta: recuperare ciò che è fermo, calmierare i prezzi, sostenere chi oggi resta schiacciato dagli affitti.
Perché scegliere dove studiare non può dipendere dal costo di una stanza.
Con il ddl “Liberi di scegliere” si introduce un principio importante nella lotta alla mafia: lo Stato deve arrivare prima che i clan riescano a trasformare i giovani in eredi del proprio potere.
La criminalità organizzata non vive solo di violenza e controllo del territorio. Si alimenta anche attraverso legami familiari, paura, obbedienza e assenza di alternative.
Per questo sottrarre un ragazzo a un contesto mafioso significa colpire la mafia nel punto in cui prepara il proprio futuro.
Il provvedimento prevede percorsi di protezione, assistenza e accompagnamento per minori, giovani e adulti di riferimento che vogliono rompere con quel mondo.
Perché nessuno deve essere condannato dal contesto in cui nasce.
Figli liberi dalla mafia.

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